Novità nel regime di tassazione patrimoniale degli immobili situati all’estero ed intestati a soggetti fiscalmente residenti in Italia: è la conseguenza dell’“effetto Brexit” sull’imposta sul valore degli immobili all’estero (IVIE), dovuta in percentuale in proporzione alla quota di titolarità del diritto di proprietà o altro diritto reale e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto tale diritto. In particolare per gli immobili situati in Regno Unito, tenuti al pagamento dell’IVIE sono i titolari del possesso dei beni c.d. “leasehold” e della proprietà fondiaria assoluta c.d. “freehold”.

Ante Brexit la base imponibile dell’IVIE  nella fattispecie veniva calcolata prendendo a riferimento il valore dell’immobile come determinato ai fini della Council Tax, l’imposta municipale sulle abitazioni introdotta dal Local Government Finance Act 1992, e quindi sul valore “catastale” e ciò sino al 31.12.2020 anche in virtù di una disciplina transitoria. Dal periodo d’imposta 2021 e quindi dal 1 gennaio 2021 il peso fiscale incide più sensibilmente atteso che la base imponibile dell’IVIE per gli immobili situati nel Regno Unito deve essere determinata applicando il criterio generale del costo risultante dall’atto di acquisto o in assenza, sul valore di mercato (e non più il criterio “catastale”), come confermato dalla stessa Agenzia delle Entrate nell’ambito di Telefisco 2021.